Littlehands.it

Chi siamo

Little Hands è un’associazione no-profit con sede a Cantù (Como), nata con l’obiettivo di sostenere progetti di formazione e autonomia economica per donne in situazione di vulnerabilità in Africa subsahariana.

Operiamo in collaborazione con centri di formazione locali come Espace Tissage a Djougou, in Benin, dove giovani donne imparano i mestieri della tessitura, filatura e tintura artigianale.

Crediamo che il lavoro e la formazione professionale siano strumenti concreti di emancipazione e dignità. Per questo sosteniamo percorsi triennali certificati e programmi di microcredito che permettono alle diplomate di avviare una propria attività in autonomia.

Lo statuto

Art.1Denominazione
È costituita l’Associazione LITTLE HANDS , con sede in Cantù in via Giulio Carcano 23 .

L’Associazione può istituire altre sedi amministrative in Italia e all’estero. Il trasferimento della sede sociale nell’ambito dello stesso comune non comporta modifica statutaria.
Art.2Durata
L’Associazione è aconfessionale, apartitica, non ha scopo di lucro ma di solidarietà ed ha durata fino al 31/12/2050

Art. 3 Scopi

L’Associazione si ispira ai principi universali della fratellanza e della solidarietà umana e si batte per uno sviluppo sociale equo e dignitoso nel Sud come nel Nord del mondo, nel rispetto di ogni differenza etnica, culturale, religiosa

L’Associazione partecipa al dibattito sul lavoro minorile e sul consumo responsabile e sull’infanzia come protagonista e attore sociale a livello nazionale e internazionale in coordinamento con i movimenti di bambini e adolescenti lavoratori dell’ Africa , Asia e America Latina.

L’Associazione persegue politiche e iniziative di cooperazione, promuove i diritti umani fondamentali, così come esplicitati nelle Convenzioni internazionali, in particolar modo riferendosi alla Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989. A questo proposito opera per favorire opportunità educative/formative e di lavoro per il riscatto dalla marginalità sociale.

L’associazione si propone di appoggiare i movimenti organizzati di bambini e adolescenti lavoratori che vivono in strada o nei quartieri popolari, nella loro azione tesa al riconoscimento dell’autonomia, del protagonismo, dei diritti dei minori e alla creazione di opportunità di lavoro dignitoso, che permetta loro di frequentare regolarmente attività scolastiche adatte alle loro necessità, ad approntare strumenti per la crescita culturale e professionale e per la consapevolezza dei propri diritti.

L’associazione si propone altresì di ampliare le sue attività in difesa dei bambini, nelle situazioni di vulnerabilità e privazione dei diritti fondamentali in cui i minori dovessero trovarsi (condizioni di schiavitù, tratta, reclutamento forzato nei conflitti armati, prostituzione, condizione di rifugiato e qualsiasi altra condizione lesiva delle libertà universalmente riconosciute).

L’associazione vuole condividere l’impostazione che vede il nord e il sud del mondo alleati nel comune impegno di promuovere l’economia solidale e il consumo responsabile, dove i movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori sono parte attiva della rete di economia solidale.

Art. 4 Attività

L’Associazione si propone di sviluppare e consolidare relazioni di solidarietà e cooperazione

con partner italiani e dei diversi paesi del sud del mondo, atte a favorire un più equo rapporto tra i Popoli.

– L’associazione intende utilizzare tutti gli strumenti adeguati, editoriali e informatici, per diffondere informazioni e documenti prodotti dalle realtà dei movimenti dei bambini adolescenti lavoratori, nonché per intervenire nel dibattito nazionale ed internazionale su questi temi.

– L’Associazione effettua un lavoro di promozione locale e nazionale per creare nell’opinione pubblica una nuova consapevolezza riguardo a progetti e prodotti realizzati da associazioni di base dei movimenti dei bambini adolescenti lavoratori organizzati.

– L’Associazione intende collaborare con analoghi organismi esteri e altri soggetti con finalità simili, in particolare con la rete Italianats-Europanats e formare alleanze con realtà che si occupano di minori.

– L’Associazione promuove il contatto e il sostegno ai progetti in accordo con le realtà dei bambini adolescenti lavoratori che lavorano nei quartieri popolari..

Per il raggiungimento dei propri scopi l’Associazione promuoverà iniziative culturali e di cooperazione ritenute necessarie ed utili quali:

– organizzazione di campi di lavoro e formazione sui temi inerenti agli scopi dell’associazione, turismo responsabile per le persone che intendono conoscere e promuovere le realtà dei movimenti dei bambini adolescenti lavoratori;

– promozione dell’importazione, della distribuzione e della vendita in Italia e Europa di prodotti provenienti dai paesi dove operano i movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori che vivono nei settori popolari, attraverso la vendita diretta, partecipando a fiere, attraverso la vendita per corrispondenza o partecipando ad eventi culturali, il tutto nel rispetto delle norme vigenti in materia.

L’associazione potrà altresì esercitare l’attività di commercializzazione, sia al minuto che all’ingrosso, di prodotti alimentari preconfezionati con preferenza per quelli provenienti da associazioni, cooperative e/o altri enti aventi finalità sociali operanti in Italia e nei paesi del Sud del Mondo, il tutto nel rispetto delle norme vigenti in materia.

In accordo con i movimenti dei bambini lavoratori l’associazione:

– svilupperà inoltre linee di prodotti da importare con i criteri di economia solidale, che rispondano a requisiti quali il rispetto della salute, dell’ambiente e la garanzia che detti prodotti vengano realizzati senza sfruttamento;

– raccoglierà fondi o donazioni da privati o da istituzioni pubbliche che potranno essere reinvestiti per le attività dell’ associazione o in progetti di sviluppo in coordinamento con le realtà dei movimenti dei bambini adolescenti lavoratori.

Nel perseguimento dei sopra indicati scopi l’associazione potrà inoltre compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare, mobiliare e finanziaria utili per la realizzazione degli scopi sociali, purché nei modi e nei termini previsti dalle leggi vigenti e dal presente Statuto.

Art. 5 Attività di volontariato

Per lo svolgimento di ogni attività necessaria alla realizzazione degli scopi prefissati, l’associazione si avvale in modo prevalente delle prestazioni personali volontarie e gratuite dei propri associati.

L’associazione inoltre può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento, ovvero occorrenti a qualificare o specializzare l’attività da essa svolta.

L’associazione potrà comunque erogare compensi ai propri associati secondo le disposizioni dell’articolo 13 e comunque rimborsare agli associati le spese sostenute e documentate in ragione del loro incarico.

Art. 6 – Associati

Sono soci dell’Ente le persone fisiche e giuridiche che, condividendone gli scopi e le finalità, chiedono di farne parte, a mezzo di idonea richiesta scritta indirizzata al Consiglio direttivo, a fronte del versamento della quota sociale.

Le persone giuridiche sono rappresentate presso l’associazione dal proprio legale rappresentante ovvero da persona da esso delegata.

I soci hanno il dovere di osservare il presente statuto, le deliberazioni assunte dall’Assemblea Generale e le direttive impartite dal Consiglio direttivone.

I soci maggiorenni hanno diritto di voto nell’Assemblea Generale sia ordinaria che straordinaria e possono essere eletti alle cariche sociali.

Tra i soci vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative. Sono escluse partecipazioni temporanee alla vita dell’associazione.

Art. 7 – Criteri di ammissione e di esclusione degli associati

L’ammissione degli associati decorre dalla data della deliberazione del Consiglio direttivo che esamina le domande degli aspiranti soci; l’esame dell’istanza e la conseguente deliberazione deve avvenire nel corso della prima seduta successiva alla data di presentazione.

Alla deliberazione assunta in senso positivo fa seguito l’iscrizione nel registro dei soci.

I soci cessano di appartenere all’associazione:

– per dimissioni volontarie;

– per decesso;

– per esclusione;

Contro il diniego all’iscrizione tra i soci è ammesso ricorso all’Assemblea dei soci che decide sull’argomento nella prima riunione convocata.

Il regolamento di amministrazione disciplina i casi di esclusione e le modalità di assunzione della deliberazione di esclusione da parte del Consiglio Direttivo nonché la conseguente comunicazione all’interessato.

Contro la delibera di esclusione è ammesso ricorso alle autorità amministrative, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Le decisioni dell’Assemblea dei soci e delle autorità amministrative sono definitive ed inappellabili.

Art. 8 – Diritti e doveri dei soci

I soci ordinari sono tenuti al versamento di una quota associativa annuale; i soci possono, inoltre, essere chiamati a contribuire alle spese annuali dell’associazione con un contributo in denaro.

La quota associativa ed il contributo a carico dei soci non hanno carattere patrimoniale e sono deliberati dall’Assemblea convocata per l’approvazione del documento di programmazione economica.

La quota associativa è annuale, non è trasferibile, non è restituibile in caso di recesso, di decesso o di perdita della qualità di aderente e non è soggetta a rivalutazione.

La quota associativa deve essere versata entro 20 giorni prima dell’assemblea convocata per l’approvazione del rendiconto economico dell’esercizio di riferimento.

Ogni socio ha il diritto:

– di partecipare alle Assemblee (se in regola con il pagamento del contributo) e di votare direttamente o per delega;

– di conoscere i programmi con i quali l’associazione intende attuare gli scopi sociali;

– di partecipare alle attività promosse dall’associazione;

– di usufruire di tutti i servizi dell’associazione;

– di dare le dimissioni in qualsiasi momento.

Ogni socio è obbligato:

– ad osservare le norme del presente statuto, del regolamento nonché le deliberazioni adottate dagli organi di amministrazione;

– a versare il contributo stabilito dall’Assemblea;

– a svolgere le attività preventivamente concordate;

– a mantenere un comportamento conforme alle finalità dell’associazione.

Tutti i soci maggiorenni ed in regola con il pagamento delle quote associative hanno diritto all’elettorato attivo e passivo per il rinnovo delle cariche sociali.

In sede di Assemblea ogni socio ha diritto ad un voto.

Art. 9 – Patrimonio e mezzi finanziari

Il patrimonio dell’associazione è costituito da:

– fondo di dotazione versato in fase di costituzione dai soci;

– quote associative annuali versate dai soci.

Il patrimonio potrà essere incrementato con:

– acquisti, lasciti e donazioni di beni mobili ed immobili pervenuti all’associazione a titolo di incremento del patrimonio,

– lasciti e donazioni con destinazione vincolata,

– sopravvenienze attive non utilizzate per il conseguimento degli scopi istituzionali.

E’ comunque fatto salvo l’obbligo di provvedere alla conservazione ed al mantenimento del patrimonio.

L’associazione persegue i propri scopi mediante l’utilizzo di:

a) quote associative,

b) rendite patrimoniali,

c) contributi di persone fisiche e di persone giuridiche sia pubbliche che private,

d) proventi, lasciti e donazioni non destinati ad incrementare il patrimonio,

e) attività di carattere commerciale e produttivo, manifestazioni, mostre e mercati artigianali;

f) rette ed entrate derivanti dall’erogazione di servizi e prestazioni,

g) finanziamenti ed ogni altro tipo di entrate.

Le elargizioni liberali in denaro, le donazioni e i lasciti, sono accettate dall’assemblea, che delibera sulla utilizzazione di esse, in armonia con le finalità statutarie dell’organizzazione.

Gli utili o gli avanzi di gestione, nonché fondi, riserve non verranno distribuiti, neanche in modo indiretto, durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o distribuzione non siano imposte dalla legge, e pertanto saranno portati a nuovo, capitalizzati e esclusivamente reinvestiti in opere e attività volte a perseguire le finalità dell’associazione.

Art. 10 – Bilancio

Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno.

Il Consiglio direttivo predispone il rendiconto economico che deve essere approvato dall’Assemblea dei soci entro il 30 aprile di ogni anno.

Il rendiconto predisposto dal Consiglio direttivo deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro 15 giorni precedenti la seduta dell’Assemblea per poter essere consultato da ogni associato.

L’Assemblea può incaricare il Consiglio direttivo di predisporre entro il 31 ottobre di ogni anno un documento di programmazione economica che sarà comunque privo di valore autorizzatorio; anche in questo caso il documento di programmazione economica dovrà essere approvato dall’Assemblea dei soci entro il 31 dicembre.

Il documento di programmazione economica predisposto dal Consiglio direttivo deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro 15 giorni precedenti la seduta dell’Assemblea per poter essere consultato da ogni associato.

Art. 11 – Organi

Sono organi dell’Associazione:

– Il Presidente,

– Il Consiglio direttivo,

– L’Assemblea Generale dei Soci

Il Consiglio di Amministrazione può stabilire il rimborso delle spese sostenute dai soci incaricati di svolgere qualsiasi attività in nome e per conto dell’associazione.

Possono inoltre essere costituiti, secondo le modalità previste nel regolamento di amministrazione dell’associazione, i seguenti organi di controllo e di garanzia:

– il Collegio dei revisori;

– il Collegio dei probiviri.

Art. 12 – Assemblea dei soci

L’Assemblea dei soci è l’organo deliberante principale ed è costituita da tutti i soci in regola con i pagamenti delle quote sociali come determinate dal Consiglio direttivo.

L’Assemblea dei soci costituisce luogo di confronto atto ad assicurare la corretta gestione dell’Associazione attraverso la partecipazione di tutti i soci ognuno dei quali ha diritto ad un voto qualunque sia il valore della quota.

L’Assemblea è convocata dal Presidente dell’Associazione, secondo le modalità previste nel regolamento di amministrazione, almeno una volta all’anno in via ordinaria ed in via straordinaria quando sia necessaria o sia richiesta dal Consiglio direttivo o da almeno un decimo degli associati.

L’assemblea si riunisce presso la sede dell’Associazione o nel diverso luogo indicato nell’avviso di convocazione.

La convocazione dell’Assemblea viene effettuata dal Presidente del Consiglio direttivo o in sua assenza da un membro del Consiglio a ciò autorizzato dal Presidente. La comunicazione della convocazione deve essere spedita agli interessati mediante lettera raccomandata , fax od e-mail recapitata al domicilio degli associati almeno dieci giorni prima della data fissata per la riunione; la convocazione deve contenere indicazioni precise sugli argomenti all’ordine del giorno, la data , l’ora ed il luogo in cui si terrà. In tale avviso potrà essere indicata anche la data di seconda convocazione, che può comunque essere fissata anche per il giorno successivo a quello in cui è fissata la prima convocazione.

In prima convocazione l’assemblea ordinaria è valida se è presente la maggioranza dei soci, in seconda convocazione l’Assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti.

L’Assemblea in prima e in seconda convocazione delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Delle decisioni assembleari deve essere data pubblicità ai soci mediante affissione all’albo della sede del relativo verbale secondo i tempi ed i modi stabiliti nel regolamento di amministrazione.

L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:

– eleggere il Comitato direttivo e il Presidente dell’Associazione;

– approvare il regolamento di amministrazione;

– approvare il documento di programmazione economica ed il rendiconto economico;

– approvare l’importo annuale delle quote associative,

– determinare annualmente le linee di sviluppo delle attività dell’Associazione,

– approvare la relazione annuale sulle attività;

– approvare i verbali delle proprie sedute;

– eleggere il Collegio dei Revisori, se previsto;

– eleggere il Collegio dei probiviri, se previsto.

L’assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello Statuto e sull’eventuale scioglimento dell’associazione. Le delibere dell’Assemblea straordinaria, in prima convocazione sono prese con la presenza di almeno tre quarti degli associati ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione le deliberazioni possono essere assunte con la presenza di almeno la metà dei soci con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti. Per deliberare in merito allo scioglimento dell’Associazione e alla devoluzione del patrimonio tanto in prima che in seconda convocazione occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione che è coadiuvato da un segretario eletto dai presenti all’apertura di ogni seduta dell’Assemblea; il segretario dovrà coadiuvare il Presidente nella gestione dell’Assemblea e redigere il verbale della seduta.

Il verbale della seduta è sottoscritto dal Presidente e dal segretario ed approvato dall’Assemblea secondo le modalità stabilite nel regolamento di amministrazione.

Art. 13 – Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione.

Il Consiglio direttivo è composto da tre a sette membri, eletti dall’Assemblea fra i propri componenti; nel regolamento di amministrazione sono indicati i tempi e le modalità in relazione ai quali l’assemblea dell’Associazione stabilisce il numero dei componenti del Consiglio direttivo.

I Componenti del Consiglio direttivo durano in carica tre anni a decorrere dalla data di insediamento dell’organo e sono rieleggibili.

Il Consiglio direttivo si insedia su convocazione del Presidente uscente.

Al Consiglio direttivo sono attribuiti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione necessari al perseguimento delle finalità istituzionali dell’Associazione ed all’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea dei soci.

Compete al Consiglio direttivo:

– predisporre gli atti da sottoporre all’assemblea;

– formalizzare le proposte per la gestione dell’Associazione;

– elaborare il bilancio preventivo che deve contenere, suddivise in singole voci, le previsioni delle spese e delle entrate relative all’esercizio annuale successivo;

– elaborare il rendiconto economico;

– elaborare il documento di programmazione economica ed il programma di attività da realizzare;

– proporre la determinazione della quota annuale da versare da parte dei soci all’assemblea dei soci;

– deliberare l’ammissione di nuovi soci;

– deliberare l’esclusione e la decadenza dalla qualità di socio;

– acquistare, vendere e permutare beni immobili, mobili soggetti a registrazione e mobili; stipulare mutui e concedere pegno o ipoteca relativamente ai beni sociali; aprire e chiudere conti correnti bancari e postali; concedere fideiussioni e altre malleverie;

– trattare con le autorità governative e amministrative per il regolare e buon andamento dell’attività oggetto dello scopo sociale.

Il Consiglio può delegare la totalità o parte dei suoi poteri di amministrazione al suo Presidente o ad uno o più dei suoi membri, anche attribuendo a ciascuno di essi la responsabilità di specifiche attività gestite dall’Associazione.

Il Consiglio direttivo è presieduto da un Presidente nominato dall’Assemblea. Il presidente deve coordinare l’attività del Consiglio e sovraintendere all’intera gestione amministrativa ed economica dell’ente.

Il Consiglio può essere revocato dall’Assemblea dei soci con il voto favorevole di almeno 2/3 dei soci in regola con il versamento delle quote sociali e con le modalità stabilite nel regolamento di amministrazione.

Il consiglio direttivo potrà attribuire ai propri componenti investiti di specifici incarichi un compenso compatibile con la situazione economica e finanziaria dell’associazione

Art. 14 – Durata e rinnovo del Consiglio direttivo

I componenti del Consiglio direttivo restano in carica fino alla data di naturale scadenza dell’organo di amministrazione secondo quanto previsto dall’articolo precedente; entro tale data deve essere predisposta ed effettuata la ricostituzione del Consiglio direttivo mediante convocazione dell’Assemblea Generale dei Soci e conseguente elezione dei componenti il nuovo organo di amministrazione.

La convocazione dell’Assemblea e le modalità di elezione dei nuovi amministratori sono stabilite nel regolamento di amministrazione.

Art. 15 – Decadenza e cessazione dei consiglieri

In caso di dimissioni o di cessazione dalla carica di uno dei componenti il Consiglio direttivo, si provvede alla relativa sostituzione facendo ricorso al primo dei candidati alla carica di Consigliere risultato non eletto; ove non fosse possibile far ricorso ai candidati non eletti si provvederà alla sostituzione con una nuova elezione da parte dell’Assemblea dei soci.

I consiglieri nominati in surroga restano comunque in carica sino alla scadenza naturale del Consiglio direttivo.

Le dimissioni o la decadenza della maggioranza dei componenti l’organo di amministrazione comportano in ogni caso la decadenza dell’intero collegio.

Art. 16 – Adunanze del Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo si raduna almeno due volte l’anno per la predisposizioni del documento di programmazione economica e per l’approvazione del rendiconto economico; si raduna inoltre ogni qualvolta lo richieda il bisogno o l’urgenza sia per iniziativa del Presidente sia per richiesta scritta e motivata di almeno un terzo (1/3) dei Consiglieri; la richiesta dei Consiglieri deve essere indirizzata al Presidente dell’Associazione che provvede alla convocazione del Consiglio direttivo entro i termini e con le modalità stabilite nel regolamento di amministrazione.

Le adunanze sono indette con invito scritto, a mezzo lettera raccomandata, fax o e-mail firmato dal Presidente e contenente l’ordine del giorno con gli argomenti da trattare, da recapitarsi al domicilio degli interessati almeno tre giorni prima delle sedute ordinarie e almeno 24 ore prima delle sedute straordinarie.

Le riunioni del Consiglio Direttivo possono tenersi per video o audio conferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati a sia loro consentito di seguire la discussione ed intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati, di visionare, di ricevere documentazione e di poterne trasmettere; verificandosi questi requisiti, la riunione si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente.

Il Consiglio direttivo è validamente riunito quando è presente la maggioranza assoluta dei suoi componenti.

In caso di urgenza, con la presenza di tutti i suoi componenti e per accettazione unanime il Consiglio direttivo può decidere la trattazione di argomenti non iscritti all’ordine del giorno.

Di ogni riunione deve essere redatto verbale da affiggere all’albo dell’Associazione.

Art. 17 – Deliberazioni del Consiglio direttivo

Il Consiglio direttivo delibera validamente con l’intervento della metà più uno dei membri che lo compongono e con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti; le votazioni si svolgono a voto palese per appello nominale salvo quelle attinenti a persone fisiche, le votazioni relative a persone fisiche hanno sempre luogo a voto segreto.

In caso di votazione che consegua parità di voti avrà prevalenza il voto del Presidente.

Il segretario dell’Associazione provvede alla stesura del verbale dell’adunanza; in caso di assenza od impedimento del segretario tali operazioni saranno affidate ad uno dei Consiglieri intervenuti.

Il verbale dell’adunanza è firmato dal Presidente e dal segretario e sarà conservato nei libri sociali dell’Associazione.

Art.18 – Presidente

Il Presidente viene eletto dall’Assemblea mentre nella seduta di insediamento il Consiglio nomina il Vice Presidente dell’Ente ed il segretario.

Il Presidente convoca e presiede il Consiglio direttivo e l’Assemblea dei soci, sottoscrive gli atti di amministrazione e la corrispondenza dell’Associazione.

Art. 19 – Compiti del presidente

Il Presidente del Consiglio direttivo ha la rappresentanza legale dell’associazione di fronte a terzi ed in giudizio.

Spetta al Presidente:

a) determinare l’ordine del giorno delle sedute del Consiglio direttivo e dell’Assemblea dei soci;

b) convocare e presiedere le adunanze del Consiglio direttivo;

c) curare l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio direttivo;

d) convocare e presiedere l’Assemblea dei soci;

e) sviluppare ogni attività finalizzata al conseguimento degli scopi istituzionali dell’Associazione;

f) esercitare la sorveglianza sull’andamento morale ed economico dell’istituto;

g) assumere, nei casi d’urgenza ed ove non sia possibile una tempestiva convocazione del Consiglio direttivo, i provvedimenti indifferibili ed indispensabili al corretto funzionamento dell’Istituzione sottoponendo gli stessi alla ratifica del Consiglio direttivo medesimo entro il termine improrogabile di 15 (quindici) giorni dalla data di assunzione del provvedimento.

In caso di assenza o temporaneo impedimento del Presidente, ne farà le veci il Vice Presidente.

Art. 20 – Collegio dei revisori

L’assemblea può eleggere un Collegio dei revisori composto da tre soci eletti dall’Assemblea al di fuori dei componenti del Consiglio direttivo.

I Revisori durano in carica tre anni a decorrere dalla loro nomina.

Il Collegio dei revisori ha il compito di verificare periodicamente la regolarità formale e sostanziale della contabilità, redige apposita relazione da allegare al bilancio preventivo e consuntivo.

Per l’assolvimento del proprio mandato i revisori hanno libero accesso alla documentazione contabile ed amministrativa dell’associazione.Le modalità di nomina dei revisori ed il funzionamento del collegio sono disciplinate dal regolamento di amministrazione dell’Associazione.

L’incarico dei revisori potrà essere retribuito per volontà espressa dall’Assemblea, altrimenti la carica è da intendersi gratuita fatta eccezione per le spese direttamente sostenute per l’assolvimento dell’incarico.

Art.21- Collegio dei probiviri

L’Assemblea può eleggere un Collegio dei probiviri composto da tre soci eletti in assemblea.

I componenti del Collegio durano in carica tre anni a decorrere dalla loro nomina.

Il Collegio ha il compito di dirimere le controversie tra singoli soci e tra soci ed Associazione. Il Collegio delibera con scrutinio palese previa audizione in contraddittorio tra le parti.

Le deliberazioni del Collegio sono scritte e motivate.

Art. 22 – Modifica statuto e scioglimento dell’associazione

Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’Assemblea da uno degli organi o da almeno un decimo dei soci.

Le relative deliberazioni sono approvate dall’Assemblea straordinaria con la presenza di almeno tre quarti dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Lo scioglimento e quindi la liquidazione dell’associazione può essere proposto dal Consiglio direttivo e approvato, con il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci, dall’Assemblea straordinaria dei soci convocata con specifico ordine del giorno.

Il patrimonio residuo dell’ente dovrà essere devoluto – associazione/cooperativa avente uno scopo sociale similare salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

In nessun caso possono essere distribuiti beni, utili e riserve ai soci.

 Art.23 – Norma di rinvio

Per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto si fa riferimento alle norme generali del Codice Civile vigenti in materia di associazioni.

 

DOCUMENTO PROGRAMMATICO DELL’ ASSOCIAZIONE LITTLE HANDS

Chi siamo

L’associazione Little Hands è stata fondata nel 2010 a Cantù (Italia) con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di relazioni di solidarietà e di collaborazione con i movimenti dei bambini e adolescenti lavoratori e con associazioni di base che lavorano per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

La tematica del lavoro minorile, senza dubbio complessa, necessita un approccio approfondito e attento: Little Hands ha scelto d’impegnarsi a favore della sua valorizzazione critica. Il lavoro minorile può essere strumento di crescita anche per un soggetto minorenne nel momento in cui venga svolto in condizioni di tutela dei suoi diritti e della sua dignità, senza lederne sviluppo psicofisico e integrità sociale.

Questa convinzione nasce direttamente dall’osservazione dell’esperienza lavorativa condotta dalla maggioranza dei bambini e delle bambine incontrate nei quartieri popolari del sud del mondo. Per loro, e per le loro famiglie, il lavoro non è semplicemente una fonte di guadagno, ma un’esperienza educativa e un momento significativo di costruzione della propria identità sociale.

A partire dalla sua nascita, Little Hands ha stretto legami di collaborazione con le seguenti realtà: Ejt Benin, Ejt Burkina Faso, Fondazione Pequenos Trabajadores, Creciendo Unidos e Escuela Viajera (Colombia).

Scopo dei movimenti che supportiamo dev’essere rivendicare il pieno riconoscimento dei diritti minorili, ma allo stesso tempo creare opportunità di lavoro dignitose, mettendo a punto strumenti di crescita che siano al tempo stesso professionali e culturali.

Perché un documento programmatico

In un momento di forte crisi economica, in cui risulta difficile trovare sbocchi adeguati per i prodotti dei ragazzi sul mercato internazionale, l’associazione ha avvertito la necessità di definire con chiarezza delle linee guida che orientino le nostre azioni presenti e future nel campo dell’economia solidale.

Non solo: oltre a proseguire l’impegno a fianco delle associazioni già conosciute, desideriamo metterci in rete per trasmettere e ricevere nuove energie. Siamo disponibili a creare contatti con altre realtà, a cui ci unisca la fiducia in una serie di valori fondamentali: l’impegno collettivo, il rispetto reciproco, il desiderio di creare una nuova società basata su cooperazione e solidarietà.

La situazione attuale

A partire dalla nascita di Little Hands possiamo affermare che siano stati compiuti significativi passi in avanti. La nostra relazione con i bambini e adolescenti lavoratori e la nostra conoscenza reciproca è stata infatti rafforzata da una collaborazione costante, finalizzata a organizzare nel modo migliore l’importazione dei loro prodotti .

Proprio durante le visite ai laboratori abbiamo raccolto la richiesta di allestire uno spazio visibile e qualificato destinato esclusivamente alla vendita dei prodotti dei bambini adolescenti lavoratori; questo spazio è ora finalmente venuto alla luce.

La nostra strategia ci consente di agire contemporaneamente su due fronti: supportiamo forme di lavoro dignitoso che coinvolgono le fasce più deboli della popolazione, e attraverso la vendita informiamo un più ampio numero di persone sulla realtà dei ragazzi , partecipando anche a fiere e eventi commerciali.

I risultati ottenuti grazie a questa scelta ci spingono a ritenere fondamentale anche per i prossimi anni la creazione di forme di cooperazione che partano direttamente dalle proposte dei ragazzi e da progetti condivisi.

L’economia solidale: una possibile alternativa allo sfruttamento

Siamo consapevoli che gli effetti più rovinosi del libero mercato e della crisi economica che lo coinvolge ricadranno, ancora una volta, soprattutto sui più deboli. Per questo riteniamo ancora più urgente dare una risposta concreta ai bisogni vitali dell’uomo: l’amicizia, la cooperazione e la solidarietà su cui vogliamo basarci devono trovare concreta realizzazione in effettivi progetti di sviluppo.

La nostra convinzione è che attraverso la vendita dei prodotti ragazzi si possano realizzare tre obiettivi fondamentali:

  • Sostenere i movimenti durante una difficile congiuntura economica;

  • Trasmettere efficacemente al compratore informazioni su chi abbia realizzato il prodotto e in quali condizioni economico-sociali;

  • Aiutare il minore a diventare protagonista del suo contesto familiare e sociale. Un bambino che intraprende una crescita sana e consapevole di questo tipo sarà meno facilmente vittima passiva di maltrattamenti e sfruttamenti.

Un progetto di questa portata è attuabile solo a patto che sia comunemente accettato un principio: che un lavoro dignitoso e adeguato ha valore anche se volto da un minore.

A proposito del nostro impegno economico e solidale riportiamo l’intensa testimonianza che ci ha inviato una delle organizzazioni con cui collaboriamo:

«Qualsiasi ordine di prodotti di Little Hands è la conferma di ciò che possiamo fare con la nostra creatività, il nostro processo pedagogico e le nostre mani. È sentire che possiamo RI-ESISTERE in mezzo al conflitto nel quale proviamo a sopravvivere, nonostante si debba combattere tutti i giorni ed esso si accentui col passare degli anni, a volte in mezzo al nostro sconforto e alla nostra impotenza.

I prodotti che creiamo rappresentano precisamente quella scintilla di speranza per credere che tutto è possibile, che è grazie al nostro lavoro, allo spazio pedagogico nel quale lo trasformiamo e in cui mutiamo i problemi in “sorrisi” e le difficoltà in ostinazione, che troviamo le forze necessarie per andare avanti.

La solidarietà quindi ritorna al suo significato più antico, è quel concetto “solido, stabile, articolato e collettivo” che ci esorta a sopportare l’attacco della povertà, dell’assenza dello Stato, dell’esclusione, del conflitto armato e di tutti i silenzi che rimangono chiusi nel cuore e nella memoria».

Il lavoro in condizioni degne per un bambino e adolescente lavoratore

Perché il lavoro minorile sia accettabile è necessario che venga svolto in “condizioni degne”. Per lavoro in condizioni degne si intende una forma lavorativa che si svolga con orari, salari e luoghi adeguati a un bambino e che lasci spazio sufficiente per il gioco e per l’istruzione. L’educazione rimane quindi la base del percorso lavorativo del minore; anzi, spesso è solo grazie al lavoro che i bambini possono permettersi di proseguire i loro studi. Il lavoro dev’essere, come affermano i bambini stessi, leggero, limitato e sicuro.

Le attività produttive riguardano generalmente laboratori artigianali o attività di microcredito; si tratta di formule economiche che cosituiscono anche un’occazione formativa per l’apprendimento di un mestiere.

Economia solidale

La crisi della società capitalista nasce anche dalla separazione di due concetti: economia e solidarietà. I danni causati da questa rottura si sono fatti particolarmente evidenti negli ultimi anni: problemi sociali, nuove povertà, aumento delle disuguaglianze economiche, ma anche crescita del disagio, precarietà lavorativa e una generale sfiducia verso il futuro, che può anche assumere forme violente e autodistruttive. Da questo punto di vista dovremmo imparare a leggere in modo più profondo il malessere che attraversa la nostra società. Il nostro modello di sviluppo, fondato sulla crescita e sull’aumento selvaggio dei consumi, negli ultimi decenni ha portato alla scomparsa del tempo libero, del tempo delle relazioni, dedicato a noi stessi e a quelle scelte che ci rendono persone solidali.

Il sistema economico che cerchiamo di costruire deve essere invece essere capace di coniugare solidarietà e economia con identica intensità. I progetti che abbiamo avviato in Benin, Burkina Faso e Colombia sono testimonianze tangibili di cosa queste due parole significhino per noi.

Solidarietà

L’economia solidale è tale quando riunisce persone di buona volontà accumunate dal desiderio di condividere mezzi finanziari e materiali per sostenersi economicamente a vicenda, nell’interesse primario dei più deboli; in questo caso, i bambini.

Economia

La nostra attenzione in campo economico si focalizza su tre obiettivi:

  • Sviluppare relazioni commerciali in modo da portare benefici equi a tutte le realtà con cui siamo in contatto; ad esempio, inviando ordini di prodotti a tutte le organizzazioni collaboranti.

  • Incoraggiare la realizzazione di prodotti che stimolino la creatività dei bambini e che rispettino l’ambiente e le tradizioni locali.

  • Trovare nuovi spazi di mercato visibili e specifici.

A proposito del secondo punto, sottolineiamo come la crescita dei consumi occidentali sia stata resa possibile da uno sfruttamento sconsiderato dei sistemi ecologici. Evidenze scientifiche oggi non più ignorabili mostrano come l’attuale modello di sviluppo sia insostenibile per la biosfera. Per questo vogliamo dedicare particolare attenzione anche ai materiali utilizzati per la produzione degli oggetti da regalo: la loro scelta deve contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela della salute.

In questo campo abbiamo ottenuto riscontri positivi sia da parte dei ragazzi, che sono attenti a proporre prodotti ecosostenibili, sia da parte degli acquirenti, sensibili al desiderio di coniugare solidarietà e ecologia.

Un obiettivo da raggiungere: fare rete

Riassumendo, possiamo affermare che un laboratorio di economia solidale dovrebbe unire tre componenti fondamentali:

  • Una pedagogico-educativa

  • Una formativa per l’avviamento professionale di bambini e adolescenti lavoratori e per la formazione di future imprese sociali

  • Una produttivo-economica per aumentare il reddito delle famiglie, favorire l’evoluzione di una microimpresa e il futuro autosostentamento.

A queste tre esigenze deve seguire un’adeguata campagna d’informazione e questo tipo di lavoro comincia anzitutto da noi. Dobbiamo avere la consapevolezza e la motivazione necessaria per far apprezzare un prodotto a un consumatore interessato a conoscere i nostri progetti.

Per poter sviluppare questo nostro programma abbiamo bisogno di unione: di fare rete.

L’appartenenza a una struttura di questo genere ci permette di avere con più facilità scambi di esperienze, di fraternità e di amicizia; ci consente di trovare insieme soluzioni ai problemi dell’emarginazione e della povertà. Per questo è importante abituarsi a comunicare tra noi inviando messaggi, proposte e riflessioni.

La rete è lo strumento che ci avvicina in tempo reale, che abbatte distanze chilometriche e che ci aiuta a non sentirci soli di fronte alle ingiustizie del nostro mondo.

Fare rete, a nostro parere, significa anche ottenere una maggiore incidenza politica, sia a livello globale, sia soprattutto nei Paesi dove operano i Nats, ottenendo la possibilità di aprire nuovi progetti.

La nostra associazione vuole dunque assumersi il compito di mettere in rete le informazioni e le esigenze raccolte da ogni realtà conosciuta per creare uno spazio di dibatto e di confronto.

Queste sono alcune delle sfide che oggi ci troviamo di fronte: sfide che esigono una scommessa collettiva per poter costruire una nuova giustizia sociale.

Vogliamo continuare a tessere reti di economia solidale a partire dal nostro vissuto, dallo scambio di conoscenze e di fratellanza.

Nella misura in cui si crede….. si può arrivare .

Febbraio : 2012

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